Ambientazione

LE ROVINE DI RAVENSIDE

La crociata di epurazione messa in atto nel Regno di Eràklea dietro comando di Amus, il Dio degli Indovinelli, per mano dell’Ordine del Giudizio Inoppugnabile, non lasciò indifferente la Cabala Necromantica che segretamente operava per consegnare a Ymis, Dea dell’infamia, l’intera regione.
Tutto ebbe inizio quando Amus sfidò Ymis a risolvere una serie di indovinelli mettendo in palio il pieno controllo sulla regione di Aqela. La Dea accettò, ma mantenendo fede al suo nome vinse con l’inganno la sfida, arraffando il bottino e scatenando le ire di Amus. Egli chiamò a raccolta tutti i suoi seguaci con il preciso scopo di spazzare via da tutta Eràklea il culto di Ymis.
La guerra, portata avanti dai paladini dell’Ordine del Giudizio Inoppugnabile, portò innumerevoli perdite da entrambi gli schieramenti, terminando con l’eccidio del tempio dell’Infamia a Ravenside.
Quando il culto di Ymis sembrava ormai solo un ricordo, tra le rovine del tempio di Ravenside, un negromante particolarmente intraprendente sfuggì al massacro riemergendo tra le rocce ed i cadaveri dei suoi compagni.
Shazar il Vuoto era il suo nome. Vista l’abbondanza di materie prime ancora fresche e la solitudine di quelle rovine, decise di eseguire un rituale per separare un pezzo della sua anima e rinchiuderla in un filatterio allo scopo di mantenere parte della sua scintilla mortale ed una parvenza umana.
Una volta assicuratasi la vita eterna, si autoproclamò Signore – e successivamente Lich – della Necropoli di Ravenside.
Il rituale però, non mancò di presentare il conto a Shazar il quale, non esitò dal mostrare segni di cedimento all’Abisso che, non ancora sazio, reclamava la sua anima a gran voce e con lui anche quella di ogni altro vivente in tutta Eràklea.
La Cabala cominciò a mostrare un interessamento morboso per ciò che si era annidato in quelle rovine; il mancato ritorno dei diversi gruppi di esploratori invitati ad investigare contribuì a gettare un alone di mistero sulla vicenda.
Dopo l’ennesimo fallimento, le alte sfere della Cabala decisero di esplorare loro stessi ciò che rimaneva del vecchio tempio di Ravenside; una volta entrati nelle rovine, la puzza di carne putrescente avvolse il naso dei necromanti, i quali presto ne trovarono l’origine.
Un ammasso informe di cadaveri arredava un angolo del salone delle cerimonie; sul fondo, nella penombra, seduto su un trono usurato ed impolverato un essere non del tutto mostruoso, ma ben lontano da qualsiasi parvenza umana e visibilmente provato dalla fame e dalla pazzia, addentava un grosso pezzo di carne senza distogliere lo sguardo dal suo fiero pasto.
Uno degli esploratori lanciò un incantesimo che illuminò il fondo del salone mostrando il volto di Shazar al mondo.
Un uomo diviso in due: da un lato la parte umana, il volto di un disperato che aveva visto la propria gente sterminata e il proprio mondo distrutto. Dall’altro la bestia, assetata di potere e accecata da un odio viscerale per la vita e tutto ciò che girava attorno ad essa.
La Cabala nel vedere un tale insulto alle leggi più sacre della necromanzia, recise immediatamente ogni legame con il tempio di Shazar e anzi, giurò che avrebbero liberato il mondo dalla sua piaga prima che potesse diventare troppo tardi.
Detto questo bombardò di energia arcana il tempio facendolo sprofondare nelle viscere della terra.
Passarono gli anni, e con essi si spensero gli ultimi barlumi di umanità nel corpo di Shazar, mentre i suoi poteri necromantici aumentarono a dismisura e la Necropoli di Ravenside cominciò a popolarsi di ogni sorta di creatura, attirata dall’enorme potere oscuro emanato quell’ibrido a cavallo tra due mondi…